mercoledì 16 settembre 2015

La Salsa di San Bernardo

Dicono che invecchiando si perda in memoria a breve termine, ma si recuperino le memorie più vecchie.
Ovviamente questo è un problema che ancora non mi può riguardare, però intanto visto che oggi inaspettatamente ho recuperato un ricordo passato molto gradevole, come un meraviglioso giocattolo spuntato fuori da un baule in soffitta, gli do una bella spolverata e lo ripongo qui, prima di ridimenticarmene.

Riguarda una storia che mi raccontava spesso mio nonno Giorgio, appassionato di favole e cucina, a tavola.

LA SALSA DI SAN BERNARDO
C'era una volta un Principe che aveva perso l'appetito.
Inutilmente i migliori cuochi del reame si affannavano attorno alla sua tavola per proporgli i più ricercati piatti, i più originali manicaretti: inutilmente. I piatti d'oro, le stoviglie finissime rientravano nelle cucine intoccate.
Furono interpellati medici, esperti e persino maghi, finché un giorno una vecchia che viveva a corte da tempo immemorabile consigliò:
"Quello che occorre è la Salsa di San Bernardo. Qualsiasi piatto, anche il più umile cibo ti parrà irresistibile, condito con questo magico accompagnamento. Tuttavia, la Salsa di San Bernardo si trova solo nel Convento dei Monaci sopra il Monte, e questo si può raggiungere solo in dovuto pellegrinaggio, a piedi e con il solo aiuto di un bastone."
"Se è questo che devo fare," replicò il Principe "lo farò."
Così la mattina seguente si destò prima dell'alba e si incamminò a piedi in pellegrinaggio verso il Convento posto sulla cima del Monte. Il sole era già alto quando lui e il suo stremato e polveroso seguito giunsero a vedere i tetti del Convento.
Gli umili monaci, sorpresi da tanto onore, si affannarono ad accogliere l'ospite reale, il quale li rassicurò sul fatto di voler desinare esattamente con quello che avrebbero mangiato loro stessi per pranzo, condito, ovviamente, con la famosa Salsa.
Così si misero a tavola, condividendo una ciotola di zuppa di erbe e poche fette di pane nero, ma condite dalla Salsa.
Enorme fu la meraviglia del Principe!
Niente mai gli era sembrato in vita sua più buono, più gustoso!
Pulì la sua ciotola fino a farla splendere, e di pane, per quanto un po' raffermo, ne mangiò finché la buona educazione glielo permise.
Al momento di congedarsi, fu con sincera umiltà che inginocchiandosi di fronte al Priore chiese la ricetta della Salsa, promettendo solennemente di non infrangere il segreto.
"Ma non è segreta, figliolo." rispose il Priore sorridendo "Eccola." E gli consegnò una pergamena con gli ingredienti e tutte le istruzioni per la preparazione.
Il Principe con tutto il seguito rientrò a Corte, e con una lietezza che non provava da anni la mattina dopo si svegliò nel proprio letto di piume, pregustando un futuro di pasti prelibati.
Ma giunta l'ora di pranzo, niente che assaggiò gli sembrò all'altezza di ciò che aveva mangiato al Convento. Tutto appariva di nuovo insipido e insulso.
"Avete seguito per bene la ricetta?" chiese preoccupato ai cuochi.
"Sicuro, Maestà!"
Il giorno dopo, il cibo gli parve ancor peggiore.
"E' una ricetta complicata? Avete problemi a trovare qualche ingrediente?" si informò accigliato.
"In verità è assai semplice e ci siamo sforzati a realizzarla con i prodotti migliori sul mercato." risposero i cuochi, vagamente preoccupati per le proprie teste.
Poiché il Principe era certo di avere già i migliori cuochi reperibili nel reame e d'altra parte il ricordo del pranzo al Convento lo tormentava sempre più, prese una decisione drastica.
La mattina dopo si svegliò che il sole non era ancora sorto e seguito da tutto il proprio seguito, affranto all'idea di una nuova scarpinata, si reincamminò verso la cima della montagna.
Quando i monaci li videro apparire all'ora di pranzo, sorrisero e aggiunsero i coperti a tavola.
Di nuovo il Principe sperimentò la magia della Salsa: quella bontà pazzesca, quella voglia di mangiarsi piatti, bicchieri e posate.
Dopo pranzo, chiese al Priore di parlargli in privato.
"Mi dovete aiutare, Padre. La ricetta non funziona!"
"Eppure, è quella corretta."
"Sì, ma fatto a corte lo stesso cibo non è buono! Io non ritrovo l'effetto della Salsa di San Bernardo. Deve mancare qualcosa! "
Il Priore ci rifletté. Poi andò allo scrittoio e scrisse una nota su una pergamena che consegnò al Principe.
"Con questo, dovreste poter ritrovare l'effetto della Salsa di San Bernardo in qualsiasi cibo."
"Ma è fantastico! Lo consegnerò stasera stessa ai miei cuochi!"
"Non è per i cuochi: è per voi."
Incuriosito, il Principe srotolò la pergamena. Sopra c'era scritto:
"CAMMINA OGNI GIORNO PIU' CHE PUOI E GUADAGNATI LAVORANDO IL CIBO CHE MANGI."

Visto che era un bravo Principe, comprese e da quel giorno riuscì a ritrovare l'appetito.
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A questa storia sono molto affezionata, non solo perché da piccola mi piaceva, ma perché poi l'ho raccontata ai miei figli da piccoli ed è piaciuta anche a loro, tant'è che quando sono stanchi ed affamati anche adesso che sono grandi mi dicono: "Mamma, c'è la Salsa di San Bernardo!"

Una nota curiosa è che googlando per cercare se questa favola fosse già stata trascritta non l'ho trovata, ma ho scoperto che la Salsa di San Bernardo come ricetta esiste e si ritiene creazione di un Monastero a Catania.
Come il mio romanissimo Nonno conoscesse una favola di origini siciliane non lo saprò mai, ma il fatto che la Salsa esista mi fa ulteriormente sorridere.

2 commenti:

  1. Ciao. Ho letto la tua storia, e con il tuo permesso vorrei trascriverla nel post che sto scrivendo sul mio blog. Chiaramente, con i dovuti riferimenti e ringraziamenti.
    Che ne dici? Mi piace un sacco e sto proprio scrivendo di questa salsa.
    Katia Zanghì
    katiazanghi.blogspot.com

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    1. Ti mando la mia mail .katiazanghigiordano@gmail.com.
      Senon ricevo nulla entro domani, pubblico solo il riferimento.

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